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Attaccamento |
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© Ass. Santacittarama, 2006. Tutti i diritti sono riservati. SOLTANTO PER DISTRIBUZIONE GRATUITA. Traduzione di Federico Petrangeli. |
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Il termine più frainteso negli
ambienti buddisti occidentali è probabilmente quello che viene
generalmente tradotto con “attaccamento”. Troppe persone si sono
convinte che non dovrebbero avere “attaccamento” nei confronti di niente.
E così nascono perfino delle freddure, come quella che dice: “Perché
nelle case dei buddisti c’è sporcizia negli angoli? Perché i buddisti
non permettono neanche ai loro aspirapolvere di avere alcun accessorio”
[E’ un gioco di parole intraducibile in
italiano. In inglese “attachment” significa sia “attaccamento” che “accessorio”,
come appunto l’accessorio per l’aspirapolvere necessario a pulire negli
angoli - N.d.T.] . Alcuni pseudo-buddisti
fuorviati criticano coloro che seguono una vita morale, accusandoli di
avere attaccamento verso i loro precetti, e quindi elogiano le azioni
immorali come segno di profonda saggezza. Bah! Altri, in ambienti
buddisti tradizionali, diffondono il timore della meditazione profonda,
affermando erroneamente che con essa si ottiene soltanto attaccamento ai
jhana. Così si esagera veramente. Ma forse la vetta della
disinformazione deleteria è stata raggiunta da Rajneesh, che diceva:
“Sono così distaccato, che non ho attaccamento neanche verso l’essere
distaccato”, e così poteva tranquillamente giustificare tutti i suoi
eccessi. ° ° ° ° ° ° AJAHN Brahmavamso nasce a Londra nel 1951. Il suo primo contatto col buddhismo avviene sfogliando dei libri in una libreria di Londra quando è ancora studente. Infatti studia fisica alla Cambridge University e in quel periodo diventa membro della locale Buddhist Society e comincia a praticare la meditazione. Dopo essersi laureato col massimo dei voti, insegna fisica alle scuole superiori in Devon. Il contatto con i bhikkhu thailandesi di Londra lo ispira ad andare in Thailandia per intraprendere anche lui la vita monastica cosicché,a 23 anni, riceve l’ordinazione al Wat Sraket con Tan Chao Khun Prom Gunaphorn. Dal 1975 studia e pratica con Ajahn Chah ed è uno dei primi residenti a Wat Pah Nanachat. Nel 1983 raggiunge il venerabile Jagaro al Bodhinyana, un monastero appena fondato a Perth, nell’Australia occidentale, dove tuttora vive, adesso come abate. Si impegna attivamente nel programma principale di strutturazione ed oggi insegna buddhismo a un uditorio vasto e vario, che va dai bambini ai prigionieri della zona. Il venerabile Brahmavamso è noto nella comunità dei monaci occidentali per la sua erudizione nel Vinaya, il codice di condotta monastica, e il suo lavoro in questo campo è attualmente fondamentale per l’istruzione nel Vinaya degli occidentali presenti nei monasteri in Inghilterra, Svizzera, Australia e Nuova Zelanda.
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Source : http://santacittarama.altervista.org/insegnamenti.htm
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